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28 maggio 2008

Ce n'è di gente strana.

Questa non mi era ancora mai capitata.
Un improbabile individuo si aggirava per la stazione con in mano una piastra per capelli. Si è avvicinato alla panchina dove ero con la mia amica, agitando la piastra e chiedendoci se la volessimo.

Io boh. Prima alla stazione di sera c'erano solo quei cari vecchi drogati di una volta...

Il punto è che se ogni scemo ha il suo villaggio, perchè nel mio paese c'è questa concentrazione di matti da far invidia alle selezioni del grande fratello?
Sul serio, la casistica è impressionante.

C'è quello che da 40 anni va in giro tutto il giorno parlando da solo. Conversazioni complicatissime col suo alter ego immaginario, col quale non va troppo d'accordo, visto che di solito è intento a litigarci. Dev'essere dura avere un alterego cagacazzi.

Poi c'è il tizio che, a sentir le voci di paese, è un ex genio della matematica impazzito per la troppa intelligenza. Compra ogni Giovedì la Settimana Enigmistica e la finisce tutta in un'ora.

Uno dei migliori è quello detto Er Calamita. Costui porta sempre con se tutti i suoi averi, indossa i vestti uno sopra l'altro, e ha le tasche pienissime, persino d'acqua. Un'altra interessante peculiarità è il fatto che sia convinto di trarre energia vitale imponedno le mani su un lampione e su una macchina appena spenta. E guai a urtarlo mentre camminate, perchè si arrabbia da morire: toccandolo gli togliete l'energia vitale.

Non so che fine abbia fatto Jessica, uno dei tanti nomi affibiati al travestito misogino del paese. Il pover'uomo, dagli evidenti squilibri mentali, usciva vestito da donna d'altri tempi, con camicie di pizzo e parrucche, apostrofando ogni donna che incontrasse per strada con un cattivissimo "puttana".

Per non parlare di Alex, l'africano alcolizzato che dice a chiunque incontri due sole parole: "Alex Africa", e di tutta una serie di personaggi, ehm, folcloristici, grazie ai quai potrei continuare ancora a lungo... ma mi fermo qui che è meglio.





11 luglio 2007

Conversazione tra due vecchietti sulla panchina a Manziana

(Passa il furgone della mozzarella Francia)

Vecchietto 1 - Ma guarda tu che robba!!! Te pare che dovemo fa venì la mozzarella dalla Francia! Pare che noi nun cell'avemo!

Vecchietto 2 - Ma che stai a dì! "Francia" è la marca!

- E l'ho capito, ma pure quella italiana de mozzarella è bbona!

- Ma nun viè della Francia! La fanno qui sulli Pontini.

- E ho capito, ma la potremmo fa pure qui a Manziana. 'Na vorta qui c'avevamo un caseificio che c'avevano tanto latte che lo buttaveno! Pensa, la mandaveno persino fino in Ammerica!

(Silenzio.)

- Certo che è proprio un piacere sta' qui seduti. Guarda che culo sta vigilessa!!!

- Eeh, si..

[N.d.Sha: la vigilessa era un parallelepipedo di 90 chili, a occhio.]

- (Rivolto ad un altro signore che passa) Aho Fernààà!! Viette a siede qui al fresco co' noi!

- (Continuando a camminare) No c'ho da fa', devo annà a la posta, passà in macelleria... mica come voi che state sempre qui seduti.

- (Un po' offeso) Vabbè ho capito... vai và!
(Aspetta che questi si sia allontanato, poi si rivolge di nuovo al compare)
- Lo sai che er fio gle s'è separato?!

- Daveroooo? Ma come, se sposarono ch'era Agosto...

- ..Eeeh si, n'è manco un anno... S'erano fatti casa e tutto...
(Riflette)
- Capirai, la moglie è 'na braccianese...


[Sono stata seduta sulla loro stessa panchina per un paio di minuti, poi mi sono alzata perchè non ce la facevo più a non ridere. Se ci avessi passato una giornata e avessi avuto un block notes, avrei potuto scriverci un libro.]