Sei venuta, o luce della luce,
a dar chiarore alla luce.
Dai miei occhi
sono svanite le tenebre.
Tutto il cielo, la terra tutta
son pieni di riso e di gioia:
e dove volgo gli occhi
tutto è bello, tutto è bello.
La tua luce che trema sulle foglie delle piante
fa vibrare l'anima mia.
La tua luce che danza sul nido degli uccelli
mi ridesta il canto.
La tua luce d'amore
ha sfiorato le mie membra;
la tua pura mano
ha accarezzato il mio cuore.
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6 ottobre 2006
20 settembre 2006
Ah vastità di pini, rumore d'onde che si frangono,
lento gioco di luci, campana solitaria,
crepuscolo che cade nei tuoi occhi, bambola
chiocciola terrestre, in te la terra canta!
In te i fiumi cantano e in essi l'anima mia fugge
come tu desideri e verso dove tu vorrai.
Segnami la mia strada nel tuo arco di speranza
e lancerò in delirio il mio stormo di frecce.
Intorno a me sto osservando la tua cintura di nebbia
e il tuo silenzio incalza le mie ore inseguite,
e sei tu ton le tue braccia di pietra trasparente
dove i miei baci si ancorano e la mia umida ansia s'annida.
Ah la tua voce misteriosa che l'amore tinge e piega
nel crepuscolo risonante e morente!
Così in ore profonde sopra i campi ho visto
piegarsi le spighe sulla bocca del vento.
Neruda
lento gioco di luci, campana solitaria,
crepuscolo che cade nei tuoi occhi, bambola
chiocciola terrestre, in te la terra canta!
In te i fiumi cantano e in essi l'anima mia fugge
come tu desideri e verso dove tu vorrai.
Segnami la mia strada nel tuo arco di speranza
e lancerò in delirio il mio stormo di frecce.
Intorno a me sto osservando la tua cintura di nebbia
e il tuo silenzio incalza le mie ore inseguite,
e sei tu ton le tue braccia di pietra trasparente
dove i miei baci si ancorano e la mia umida ansia s'annida.
Ah la tua voce misteriosa che l'amore tinge e piega
nel crepuscolo risonante e morente!
Così in ore profonde sopra i campi ho visto
piegarsi le spighe sulla bocca del vento.
Neruda
25 novembre 2005
Madline
Qualcuno una volta mi disse se amavo l’estate. Qualcuno che sapeva di Mare. Si, il sale che brucia la carne, la morde. Qualcuno me lo chiese,se amavo quella stagione calda oppure se preferivo il freddo emotivo dell’inverno. Ma non sono più piacevoli i caldi colori d’autunno..?Mi chiedevo ancora preda di un sogno lontano. Perché quando una foglia cade l’algido cemento si colora di arancio.Credevo fosse possibile volare ancora, non ricordi Madline..? lo gridavamo assieme, quando sporca di acrilici mi saggiavi le labbra. Erano piacevoli quelle giornate, ma era autunno, non ricordi?E ora tocco il tuo corpo che non v’è più. Tocco la tua essenza che è corsa via. Non è più autunno ora. È la metodica estate, nuovamente la metodica estate.
Tentai di insegnarti a credere in questi colori. Era difficile Madline, difficile come scegliere le note adatte ad una poesia.Ora li guardo da solo, gli alberi mutare colore. E non basta..È straziante.
I colori sbiadiscono,le foglie muoiono. Non come quando le dipingevamo assieme. Ridere…lo faccio spesso ormai,forse per dimenticare. Seguo la linea sinuosa che l’incenso lascia. Ed il suo profumo. Devo cedere, basta credere.
Mi abbandono all’inverno ora. Un inverno scuro. Tento di seguire la tua figura immersa nell’ombra della gelida neve.
Ho freddo.Il freddo che ti ritrae e non cede,si insinua in me…corriamo insieme Madline…senza ragione corriamo, come senza ragione amiamo.Non come il tuo corpo che graffiavo.
Amore..?
È difficile l’amore. Atto puro. Immaginario?
Rispondimi...rispondimi…
Ecco, torna l’arancio, colora le strade, colora la mente. Non l’anima. L’anima è morta con la triste neve.
Se torno alla mia arte è solo per te. Per il tuo profumo che sa ancora di vivo.
Non come il tuo corpo.
Che stringevo.
Che possedevo.Ed ecco che sorge l’estate, calda di sole, fresca di gioia. Non sono più solo. Tornerai a vivere in me, Madline..?Io sono qui, fra primavera ed estate.
Attendo l’autunno. Lo attendo con te.
D.
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