Viterbo Caput Mundi.
Ieri. Erano le 9 e mezza appena, e non avendo altre lezioni fino all'una, io e A* ci siamo chiuse in biblioteca, per non sprecare il nostro tempo. Dopo un'oretta di biblioteca ci stufiamo di studiare e andiamo a fare un giretto; ripassando più tardi davanti alla biblioteca, c'era un meraviglioso biglietto per me che mi pregava di non indossaree più bracciali rumorosi (coi campanellini), che Pasqua è passata e la gente vorrebbe studiare. Figura di merda.
MA il problema vero è un altro. Ero quasi giunta alla svolta, quella che mi avrebbe fatto recuperare ogni cosa, in primisi me stessa e conseguenzialmente tutti gli altri, ma se sto sempre a Viterbo, come faccio? Se ogni sera torno alle 8, chi posso vedere? Stanca, stanca, stanchissima. Vorrei trasferirmi li, almeno avrei la scusa, mi costruirei un'alternativa. Tanto sto da sola lo stesso stando a Bracciano, e in più viaggio tutti i giorni. Almeno stessi fissa aViterbo starei in pace, e sarei accolta festosamente ad ogni mio ritorno.
Chi sta al mare, chi al lago, chi a scuola, chi a Praga, chi in edicola.
Eppure lo avevo già detto che non ce la faccio da sola. Io sono propositiva, sono pronta a reagire, ma avevo chiesto di starmi vicino.
Chi c'è?
