14 gennaio 2009

Pronto?

Il problema non è poi tanto svegliarsi col telefono di casa che squilla.
La cosa insopportabile è che la mattina presto mi chiami solo gente che ha sbagliato numero.

13 gennaio 2009

Conoscere i propri conoscenti.

I blog sono un'entità strana: si scrive perchè si ha voglia di scrivere, sicuramente; ma anche perchè si ha voglia di essere letti.
Poi, però, ci infastidiamo se ci sentiamo spiati. Mi si potrebbe rispondere: se non vuoi essere letta, non pubblicare ciò che scrivi.
Giusto, esatto, non fa una piega.
Credo che il punto della questione sia chi ti legge.
Se ti legge gente che non conosci, ti senti di poter scrivere qualsiasi cosa. Puoi fare post sul fatto che hai tradito tua moglie e non sai se dirglielo, e nella tua vita reale non ti sputtanerà nessuno. Al massimo, la tua vita reale trarrà giovamento dai consigli che ti ha dato l'utente anonimo numero 3 delle 15.37, oppure entrerai in crisi depressiva perchè Spatolina98 ti ha detto che sei una gran porco e certe cose non si fanno. E tu non ci avevi mai pensato.
Ma se ti legge gente che conosci, le cose cambiano.
Di solito si scelgono con cura le persone a cui far conoscere il blog. Oppure i tuoi amici e conoscenti ci si imbattono più o meno per caso, e continuano a seguirti.
Quello che non ho mai concepito è il seguire di nascosto gente che conosci. Leggere il blog del tuo marito, di tuo figlio, del tuo collega senza che lui lo sappia.
Anche a me è capitato di imbattermi nelle pagine di gente che conosco. In alcuni casi, per pudicizia, ho chiuso. In altri, ho lasciato un commento, così che sapessero che passavo di li.
Questo perchè non amo spiare.

Tantomeno amo essere spiata.

12 gennaio 2009

Mangiarsi Scoiattoli.

Lo so che ogni popolo trova gustosi alcuni animali e immangiabili altri, per ragioni prettamente culturali.
E va bene che a me fa senso mangiare qualunque animale.

Ma questa notizia mi ha fatto particolarmente impressione.





11 gennaio 2009

Nel mio piccolo

E poi se la gente sa (e la gente lo sa) che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita;
e ti piace lasciarti ascoltare.

10 gennaio 2009

Banali verità

Esporrò ora un concetto breve e semplicissimo:
nella vita non sempre le persone con cui stiamo bene sono sempre le stesse.
Capita che andando avanti alcune non le sopporti più.

Il problema è che non tutti lo capiscono.


6 gennaio 2009

Serata Ggiovane.

EEEh si, pagare sette euro una vodka è così techno.
Anvedi.

3 gennaio 2009

PresoBlu

Il post precedente era un po' troppo nervosetto per essere chiaro.
Quello che cercavo di spiegare era che ho deciso di preservare i miei spazi cambiando un po' di cose.
Quindi nuovo nick, nuovo indirizzo, etc.
E nuova canzone.

Ma quanta arroganza si spreca,
per quali mediocri orizzonti
il senso di vaga impotenza,

di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.

Con quali blindate paure
confonde l' amaro tra i denti,
l'insipido blu polizia,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.

ma sai dirmi dove sei,
se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.

Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due
disordine interiore
ma ordine nel paese
prigioni tribunali cellulari oa
forse chiese,
paura della morte, paura della vita

paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.

In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti
a un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia
...

26 dicembre 2008

A volte sembre cell'abbia con te.

Natale, in macchina coi tuoi, paesini umbri fuori dal finestrino, la radio accesa dentro che passa ciò che vuole. Cose che non ti piacerebbero se ti girasse diversemente. E invece torni a casa e te le vai a cercare:


Insieme, la vita lo sai bene

ti viene come viene, ma brucia nelle vene
e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura, coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.



Stupidamente, innamorata, così.

25 dicembre 2008

Oh!, What Fun.

Jingle bells, All the way. E suonano anche i citofoni, i telefoni, i cellulari, i clacson, i bicchieri che cadono. Suona tutto in un silenzio vibrante, in cui ogni rumore è una lacrima in meno trattenuta. Ed ora che manca la cosa più importante, dove andrò? Su cosa si poseranno le mie mani? Sui libri degli esami, sulla mia fronte per sorreggere la testa che cade, sui tasti del piano o del computer, sul telefono che non so più usare, o su quella pelle che hai accarezzato talmente tanto da riuscire a sentirla sulla dita anche ora che non c'è?
Provo a contare ma non ci riesco. Non sento neanche gli odori, l'influenza mi ha tolto la voce e non solo.
E così non posso parlare neanche quando lo voglio, quando sento che ci riuscirei. La voce non c'è, è un soffio, non esce, scompare in un soffio.
Soffiare sul telefono, e pensare a come mette le labbra quando soffia via i capelli dal viso.
Sento il collo che pulsa per il mal di gola. Sento il mio sangue andare in giro , i nervi percorrermi inutilmente, ora che, dovunque arrivino, non possono sentire lui.
La fiducia è merce preziosa per chi, come me, è stata violata. La forza del corpo di un uomo attrae e spaventa, e se non sa dosare amore e odio diventa letale. Queste sono cose che si sanno completamente, o affatto. Nessuna via di mezzo è possibile. Se ti senti usata una volta, potrai sentirtici di nuovo in qualunque momento, con chiunque, senza motivo apparente.
Ed io che costruisco i miei rapporti filo d'erba su filo d'erba, so che possono crollare in qualunque momento.
La mano dietro al collo, col pollice appoggiato su un lato, e tutte le altre dita sull'altro. E le dita che si muovono, e con quel semplice gesto prendere possesso dell'altra persona, sentire l'abbandono del controllo sul proprio corpo, e diventare una cosa sola non fisicamente, ma solo nell'illusione dei sensi.
E poi, al contrario, l'affetto che tarda ad arrivare, la voce grossa, l'incomprenszone, le accuse. Diventare allora sempre più piccola, illudendosi che credere di essersi nascosti in un angolo possa salvarti da chi ti sta davanti.
Io, si, forse sono sempre più piccola.